come diceva forrest gump..
questo tizio è venuto stamattina al bar, insieme a dei suoi colleghi, dopo aver trascorso la notte a lavorare.
quando viene, di solito butta i miliardi nei videopoker, ma oggi si è limitato a stare nella saletta a bere prosecco con i suoi amici.
quando se ne stavano per andare, lui esce e dopo un po' rientra, e mi chiede:
"ma che per caso hai trovato un telefonino?",
io:
"no!!".
quando poi il tizio se n'è andato veramente, ho raccontato al mio collega che quello si era perso il cellulare, e lui mi ha detto che era il minimo, visto che aveva parcheggiato fuori al bar con i finestrini aperti ed il cellulare in bella vista.
la droga fa male, e non è una battuta, quello la usa davvero.. ringraziasse dio che non gli abbiano rubato la macchina..
giovedì, 27 agosto 2009
FallenAngel77 alle ore
16:59
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giovedì, 20 agosto 2009
continua il dilemma del superenalotto, e continuo con il mio non saper spiegare, con una frase che sia esaustiva, cosa significhi che la macchina che abbiamo noi, permette solo di giocare le schedine che decide lei.
clienta, porgendomi la schedina: "mi gioca questa schedina del superenalotto?"
io: "guardi signora, noi abbiamo solo quelle già fatte"
clienta: "eh, è questa è già fatta"
io: "
"
entra poi un altro cliente, mi porge delle schedine, e gli riferisco la solita parpaddella (ormai mi sembra di essere un computer).
questo mi guarda con odio, e mi dice:
"quindi lei mi OBBLIGA a prendere schedine che non voglio",
io gli rispondo:
"io non obbligo nessuno, se le vuole, le compra, altrimenti amen"
e lui se ne va borbottando.
vi prego, ditemi che sono al "cassiera in bilico show", versione italiana e romanaccia del "the truman show"....
clienta, porgendomi la schedina: "mi gioca questa schedina del superenalotto?"
io: "guardi signora, noi abbiamo solo quelle già fatte"
clienta: "eh, è questa è già fatta"
io: "
"entra poi un altro cliente, mi porge delle schedine, e gli riferisco la solita parpaddella (ormai mi sembra di essere un computer).
questo mi guarda con odio, e mi dice:
"quindi lei mi OBBLIGA a prendere schedine che non voglio",
io gli rispondo:
"io non obbligo nessuno, se le vuole, le compra, altrimenti amen"
e lui se ne va borbottando.
vi prego, ditemi che sono al "cassiera in bilico show", versione italiana e romanaccia del "the truman show"....
domenica, 16 agosto 2009
oggi abbiamo lavorato mooolto più di ieri, sono riuscita per miracolo ad andare una volta in bagno e a fare colazione.
per il resto del turno, sono stata tutto il tempo con la testa abbassata a lavorare, non riuscivo nemmeno a guardarli in faccia i clienti.
comunque, stamattina presto, entra un signore mai visto (ed io in quel bar ci lavoro da tanti anni) e mi dice:
"senta, io vengo sempre qua, sono un cliente, e mi vergogno pure a chiederlo, ma non è che potrei prendere un po' di cose e pagargliele dopo?".
UN PO' DI COSE?! non è che si è limitato a chiedermi un caffè o un cappuccino.. ma un po' di cose.
come potrete immaginare, la mia risposta è stata: "No!"
per il resto del turno, sono stata tutto il tempo con la testa abbassata a lavorare, non riuscivo nemmeno a guardarli in faccia i clienti.
comunque, stamattina presto, entra un signore mai visto (ed io in quel bar ci lavoro da tanti anni) e mi dice:
"senta, io vengo sempre qua, sono un cliente, e mi vergogno pure a chiederlo, ma non è che potrei prendere un po' di cose e pagargliele dopo?".
UN PO' DI COSE?! non è che si è limitato a chiedermi un caffè o un cappuccino.. ma un po' di cose.
come potrete immaginare, la mia risposta è stata: "No!"
FallenAngel77 alle ore
14:20
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giovedì, 13 agosto 2009
parlo di me.
capita che arrivino clienti in cassa mentre sto contando monete o banconote per fare dei conti.
io di solito contavo "in silenzio" e regolarmente venivo interrotta (giustamente i clienti che ne sanno?).
allora ho pensato che, muovendo le labbra mentre contavo, la gente avrebbe capito.
macchè, secondo me i clienti pensavano che stessi sgranando il rosario.
di nuovo ho elaborato una nuova soluzione, e mi sono proprio messa a contare ad alta voce.
niente, per me non c'è speranza. ogni volta che starò contando miliardi di monetine da 1 centesimo, arriverà qualche cliente crudele che mi farà perdere il conto!
capita che arrivino clienti in cassa mentre sto contando monete o banconote per fare dei conti.
io di solito contavo "in silenzio" e regolarmente venivo interrotta (giustamente i clienti che ne sanno?).
allora ho pensato che, muovendo le labbra mentre contavo, la gente avrebbe capito.
macchè, secondo me i clienti pensavano che stessi sgranando il rosario.
di nuovo ho elaborato una nuova soluzione, e mi sono proprio messa a contare ad alta voce.
niente, per me non c'è speranza. ogni volta che starò contando miliardi di monetine da 1 centesimo, arriverà qualche cliente crudele che mi farà perdere il conto!
sabato, 01 agosto 2009
clienta:
"mi dà un supernenalotto già giocato?!"
io:
"certo brutta rincitrullita, da quanto lo vuole?",
clienta (che naturalmente non ho potuto chiamare "brutta rincitrullita"):
"una secca",
io:
"eh?! cos'è?",
clienta:
"una da un euro!!".
ahhhhhhhhhhh e certo, e come ho fatto a non capire?
"mi dà un supernenalotto già giocato?!"
io:
"certo brutta rincitrullita, da quanto lo vuole?",
clienta (che naturalmente non ho potuto chiamare "brutta rincitrullita"):
"una secca",
io:
"eh?! cos'è?",
clienta:
"una da un euro!!".
ahhhhhhhhhhh e certo, e come ho fatto a non capire?
FallenAngel77 alle ore
19:22
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martedì, 28 luglio 2009
mattina mooolto presto, entra questa tizia con tutti i capelli arruffati, evidentemente reduce da una nottata all'insegna del divertimento (beata lei, oserei dire!).
si dirige verso il banco della gastronomia, e, nonostante ci siano ben due banchisti pronti a servirla, si volta verso di me, biascicando un:
"a chi posso chiedere?"
io: "sì.. ma per che cosa?"
lei: "pè magnà!". che finezza..
io: "guarda, ci sono proprio due banchisti di fronte a te".
non so perché la gente ha la fissazione di farsi servire da me. succede sempre, e sì che non ho nemmeno la divisa ma sono vestita normalmente.
comunque la simpaticona finalmente si rivolge al banchista, e gli chiede una pizzetta. lui le chiede se la vuole scaldata alla piastra, e lei, tutta scocciata:
"eh!! direi!!".
ma vattene a casa a dormire va, rimbambita!
edit... ecco la foto della tizia..
si dirige verso il banco della gastronomia, e, nonostante ci siano ben due banchisti pronti a servirla, si volta verso di me, biascicando un:
"a chi posso chiedere?"
io: "sì.. ma per che cosa?"
lei: "pè magnà!". che finezza..
io: "guarda, ci sono proprio due banchisti di fronte a te".
non so perché la gente ha la fissazione di farsi servire da me. succede sempre, e sì che non ho nemmeno la divisa ma sono vestita normalmente.
comunque la simpaticona finalmente si rivolge al banchista, e gli chiede una pizzetta. lui le chiede se la vuole scaldata alla piastra, e lei, tutta scocciata:
"eh!! direi!!".
ma vattene a casa a dormire va, rimbambita!
edit... ecco la foto della tizia..
sabato, 09 maggio 2009
più di una volta, al bar, ho pensato che ci mancasse un pelo affinchè scoppiasse una mega-rissa tra banchisti e clienti.
tempo fa ero con una collega, entra un cliente che, con il fumo che gli esce dalle orecchie,

va verso la banchista urlando: "ahò, er panino che m'hai dato l'artro giorno faceva schifo!! era gelato e io invece te lo avevo chiesto bello abbrustolito". e la mia collega: "ahò, ma che cavolo voi, iai dato er mozzico e t'annava bene, te 'o sei magnato tutto, e poi vieni er giorno dopo a dimme che faceva schifo? e che sei scemo?".
e lui: "ahò allora 'a prossima vorta vengo e te spiaccico er panino tutto pè tera, così vedemio se te impari a lavorà". e la banchista: "ahò ma che sei matto, vatte a fà curà" .
e hanno continuato così per 5/10 minuti.
io, in tutto questo urlare e insultare, non avevo la forza di dire niente, ma ho proprio avuto paura che arrivassero a mettersi le mani addosso.
invece un'altra mia collega mi ha raccontato che, un giorno, una cliente le chiede un caffellatte chiaro. la banchista le ha risposto che non glielo poteva fare, visto che non esiste il caffellatte chiaro (in effetti, sarebbe stato più corretto chiedere un cappuccino nel bicchiere di vetro, od un latte macchiato un po' scuro).
la mia collega secondo me ha sbagliato a rispondere così, faceva prima a prepararle comunque qualcosa (caffellatte chiaro, cappuccino in vetro o quello che era).
quindi la cliente si è adirata, ed ha cominciato ad urlare: "io voglio il caffellatte chiaro. guardi che chiamo i carabinieri!!".
me lo immagino proprio.. "pronto, carabinieri? è un'emergenza, sono in un bar e non vogliono farmi il caffellatte chiaro, fate qualcosa!"
tempo fa ero con una collega, entra un cliente che, con il fumo che gli esce dalle orecchie,

va verso la banchista urlando: "ahò, er panino che m'hai dato l'artro giorno faceva schifo!! era gelato e io invece te lo avevo chiesto bello abbrustolito". e la mia collega: "ahò, ma che cavolo voi, iai dato er mozzico e t'annava bene, te 'o sei magnato tutto, e poi vieni er giorno dopo a dimme che faceva schifo? e che sei scemo?".
e lui: "ahò allora 'a prossima vorta vengo e te spiaccico er panino tutto pè tera, così vedemio se te impari a lavorà". e la banchista: "ahò ma che sei matto, vatte a fà curà" .
e hanno continuato così per 5/10 minuti.
io, in tutto questo urlare e insultare, non avevo la forza di dire niente, ma ho proprio avuto paura che arrivassero a mettersi le mani addosso.
invece un'altra mia collega mi ha raccontato che, un giorno, una cliente le chiede un caffellatte chiaro. la banchista le ha risposto che non glielo poteva fare, visto che non esiste il caffellatte chiaro (in effetti, sarebbe stato più corretto chiedere un cappuccino nel bicchiere di vetro, od un latte macchiato un po' scuro).
la mia collega secondo me ha sbagliato a rispondere così, faceva prima a prepararle comunque qualcosa (caffellatte chiaro, cappuccino in vetro o quello che era).
quindi la cliente si è adirata, ed ha cominciato ad urlare: "io voglio il caffellatte chiaro. guardi che chiamo i carabinieri!!".
me lo immagino proprio.. "pronto, carabinieri? è un'emergenza, sono in un bar e non vogliono farmi il caffellatte chiaro, fate qualcosa!"
domenica, 26 aprile 2009
anche loro fanno parte dei serial costumer.
e pure stamattina ci hanno fatto compagnia per svariate ore.
lei, che sta sempre al telefono con la madre, parlando dei fatti suoi, che possono beatamente ascoltare tutti, visto che sembra abbia un megafono al posto delle corde vocali.
lui invece (me ne sono accorta oggi), oltre a vagare per il bar con lo sguardo perso nel vuoto, parla da solo. il mio collega mi ha raccontato che quando va al bagno, si fa proprio dei bei discorsi (chissà con cosa parla quando è seduto sulla tazza!).
e pure stamattina ci hanno fatto compagnia per svariate ore.
lei, che sta sempre al telefono con la madre, parlando dei fatti suoi, che possono beatamente ascoltare tutti, visto che sembra abbia un megafono al posto delle corde vocali.
lui invece (me ne sono accorta oggi), oltre a vagare per il bar con lo sguardo perso nel vuoto, parla da solo. il mio collega mi ha raccontato che quando va al bagno, si fa proprio dei bei discorsi (chissà con cosa parla quando è seduto sulla tazza!).
sabato, 18 aprile 2009
..un giorno!
di più non ho resistito in quello schifo di bar.
quando ho chiamato per andare a fare il colloquio, mi immaginavo un bel locale, visto che si trova al centro di roma.
invece è una bettola, visto che la proprietaria ha le braccine corte, e nonostante i superincassi che fa, non si decide a rinnovarlo.
comunque, brutto il locale, brutta la proprietaria ed alcuni dipendenti.
arriva il primo giorno di lavoro, e rimango allucinata dai prezzi altissimi. questo effetto non lo fa solo a me, ma anche ai clienti che non fanno che lamentarsi.
ogni volta che posso, porgo lo scontrino senza parlare, mi vergogno troppo!
l'imbarazzo arriva al massimo quando mi rendo conto di come si comportano i ragazzi che fanno il servizio al tavolo. appena un cliente si dirige verso la cassa per pagare, loro gli si appioppano chiedendo, di continuo: "e la mancia? e la mancia? si ricordi la mancia!". uno, addirittura, è arrivato a togliere il resto dalle mani del cliente, straniero, troppo allibito per dire qualcosa.
dopo un po' viene la proprietaria a parlarmi, e mi dice due cose. la prima:
"senti, non mandare mai nessuno al bagno. se qualcuno deve andare, rispondi sempre che lo stanno pulendo.". ed io:"perché?". e lei:"sennò lo sporcano!!!!". certo, non fa una piega come ragionamento.
la seconda cosa che mi dice è quella che mi fa decidere di non accettare quel posto di lavoro. si avvicina a me, e, a bassa voce, mi dice:
"senti, mi raccomando, quando viene qualche straniero in cassa fagli pagare prezzi più alti!!!".
lì per lì sono rimasta troppo allibita (anche se avrei dovuto sputarle in faccia), ma, la sera stessa, ho chiamato per avvertire che non sarei tornata a lavorare.
di più non ho resistito in quello schifo di bar.
quando ho chiamato per andare a fare il colloquio, mi immaginavo un bel locale, visto che si trova al centro di roma.
invece è una bettola, visto che la proprietaria ha le braccine corte, e nonostante i superincassi che fa, non si decide a rinnovarlo.
comunque, brutto il locale, brutta la proprietaria ed alcuni dipendenti.
arriva il primo giorno di lavoro, e rimango allucinata dai prezzi altissimi. questo effetto non lo fa solo a me, ma anche ai clienti che non fanno che lamentarsi.
ogni volta che posso, porgo lo scontrino senza parlare, mi vergogno troppo!
l'imbarazzo arriva al massimo quando mi rendo conto di come si comportano i ragazzi che fanno il servizio al tavolo. appena un cliente si dirige verso la cassa per pagare, loro gli si appioppano chiedendo, di continuo: "e la mancia? e la mancia? si ricordi la mancia!". uno, addirittura, è arrivato a togliere il resto dalle mani del cliente, straniero, troppo allibito per dire qualcosa.
dopo un po' viene la proprietaria a parlarmi, e mi dice due cose. la prima:
"senti, non mandare mai nessuno al bagno. se qualcuno deve andare, rispondi sempre che lo stanno pulendo.". ed io:"perché?". e lei:"sennò lo sporcano!!!!". certo, non fa una piega come ragionamento.
la seconda cosa che mi dice è quella che mi fa decidere di non accettare quel posto di lavoro. si avvicina a me, e, a bassa voce, mi dice:
"senti, mi raccomando, quando viene qualche straniero in cassa fagli pagare prezzi più alti!!!".
lì per lì sono rimasta troppo allibita (anche se avrei dovuto sputarle in faccia), ma, la sera stessa, ho chiamato per avvertire che non sarei tornata a lavorare.
martedì, 14 aprile 2009
per un periodo al bar c'è stato un banchista veramente antipatico.
maleducato con tutti, non ti faceva un sorriso manco a pagarlo oro.
un giorno una signora gli ha fatto i complimenti dicendogli che il cappuccino era buonissimo, e lui le ha risposto con uno SGRUNT!!
questo ragazzo era, come spesso succede anche con altri dipendenti, convinto che tutto gli fosse dovuto, che se veniva qualche parente od amico al bar, non dovessero pagare.
quindi spesso capitava che qualcuno che conosceva venisse a consumare, e lui, per fare bella figura, diceva: "lascia stare che poi pago io!", e, regolarmente, non pagava mai.
fino a che non mi sono stranita ed ho cominciato a rivendicare questi soldi.
e lui ha cominciato ad odiarmi.
ero arrivata al punto che, quando facevo il turno da sola con lui, non mi prendevo il caffè perché me lo faceva schifoso. una roba imbevibile.
a volte, per dispetto, mentre mettevo le caramelle nell'espositore, passava e ne prendeva 2 o 3 pacchetti, senza pagarli.
mi ha portata al punto di doverlo dire al principale, che naturalmente si è incavolato con lui, che da quel giorno non mi ha più rivolto parola (meglio così!!).
per fortuna dopo poco tempo si è licenziato, facendo un favore all'umanità!
maleducato con tutti, non ti faceva un sorriso manco a pagarlo oro.
un giorno una signora gli ha fatto i complimenti dicendogli che il cappuccino era buonissimo, e lui le ha risposto con uno SGRUNT!!
questo ragazzo era, come spesso succede anche con altri dipendenti, convinto che tutto gli fosse dovuto, che se veniva qualche parente od amico al bar, non dovessero pagare.
quindi spesso capitava che qualcuno che conosceva venisse a consumare, e lui, per fare bella figura, diceva: "lascia stare che poi pago io!", e, regolarmente, non pagava mai.
fino a che non mi sono stranita ed ho cominciato a rivendicare questi soldi.
e lui ha cominciato ad odiarmi.
ero arrivata al punto che, quando facevo il turno da sola con lui, non mi prendevo il caffè perché me lo faceva schifoso. una roba imbevibile.
a volte, per dispetto, mentre mettevo le caramelle nell'espositore, passava e ne prendeva 2 o 3 pacchetti, senza pagarli.
mi ha portata al punto di doverlo dire al principale, che naturalmente si è incavolato con lui, che da quel giorno non mi ha più rivolto parola (meglio così!!).
per fortuna dopo poco tempo si è licenziato, facendo un favore all'umanità!






